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Alimentazione

Nutrirsi è importante.
Permette al nostro corpo di assumere combustibile per lavorare, produrre
calore, pensare. Ma nutrirsi non è solo un mero "far benzina". Nutrirsi,
per me, è anche un piacere, un momento importante, è prendersi cura di noi
stessi. Nel mezzo di una foresta, dedicare a noi stessi un'ora per
"coccolarci", preparandoci un bel piatto gustoso, caldo, nutriente, è
importante, sia fisicamente che psicologicamente.
Qui non voglio parlare di
valori nutrizionali, di rapporto carboidrati - grassi - proteine - fibre.
Non ho l'intenzione, e tanto meno la competenza per fare lezioni di
alimentazione. Semplicemente, vi presento le mie attrezzature, le mie
tecniche e qualche idea su cosa portarsi dietro e come cucinarla con
quello che abbiamo con noi. E magari qualche idea sulla sopravvivenza
senza cibo e acqua.
La mia cucina outdoor è
spesso ipercalorica, grassa, non bilanciata. Ma se passo 3 giorni in
montagna, non mi curo certo di fare una dieta bilanciata. La mia
preoccupazione è quella di riempire la pancia con cose possibilmente
gustose e nutrienti, facili da conservare e da cuocere. Ho gli altri 362
giorni dell'anno per attuare le linee guida di una sana e corretta
alimentazione. Posso esagerare con i carboidrati, o con le proteine,
prendere poche verdure fresche e frutta. Ma non sarà certo una dieta del
genere, per un periodo così breve, ad uccidermi !! Questo non vuol dire
che non cerchi di nutrirmi con intelligenza, ma che, a fronte di esigenze
particolari, posso abbinare cibi che altrimenti, in situazioni normali,
non metterei mai assieme. Nei boschi ho bisogno di energia, e questa è la
mia preoccupazione. Il resto sono voli pindarici.
Quando penso
all'alimentazione outdoor, parto sempre da alcune premesse, che secondo la
mia personale esperienza sono fondamentali. Sulle mie montagne infatti
l'acqua è un bene prezioso, se ne trova poca e molto inquinata,
generalmente nelle pozze di abbeveramento degli animali (acqua killer,
piena di streptococchi, virus, batteri, cacca e pipì, animaletti
morti...). Acqua che va quindi filtrata e potabilizzata. E razionata.
Ecco quindi i fattori che
guidano ogni mia scelta riguardo all'alimentazione outdoor:
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I cibi per essere preparati
devono richiedere la minor quantità di acqua possibile;
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L'acqua utilizzata per la
cottura non deve essere mai gettata, ma assimilata;
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Tutti i prodotti devono
essere il più possibile leggeri, compatibilmente con la disponibilità di
acqua (una scatola di carne pesa di più di una confezione di carne
disidratata, ma a differenza di quest'ultima non richiede acqua per essere
preparata, e quindi il peso passa in secondo piano);
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Tutti i prodotti devono
essere conservabili, sia con temperature fredde che estremamente calde;
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Le preparazioni devono
richiedere il minor tempo possibile, per evitare sprechi di combustibile e
di liquidi che con l'evaporazione andrebbero sprecati;
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Le preparazioni devono
richiedere il minor utilizzo possibile di attrezzi, per poter sporcare
pochissimo, essendo difficile, per la mancanza di acqua, poter lavare
pentole, piatti...;
Una
riflessione più completa sull'argomento si trova in un documento
specifico, scritto da me nel 2008, e disponibile a questo collegamento: Alimentazione
outdoor . E' un PDF, fate click con il tasto destro sul link e
selezionate "Salva oggetto con nome".
Ecco quindi, di seguito, una
serie di idee, tecniche, attrezzature personali. Spero che possiate
ricavarne qualche spunto interessante per voi.
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