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Un classico coltello
Bushcraft autocostruito.
Devo innanzitutto
ringraziare Renato, il mio babbo, per i preziosissimi consigli, l'aiuto
pratico, la condivisione delle esperienze, l'appoggio morale e alcune
realizzazioni pratiche che mi hanno reso il lavoro enormemente più
agevole! Grazie babbo!!
Il coltello Bushcraft mi è
sempre piaciuto moltissimo. Ha la forma semplice dei coltelli nordici,
con una robustezza maggiore. Ho quindi deciso di provare a cimentarmi
nell'arte del coltellaio.
Intanto qualche nota
tecnica. La lavorazione avviene per esportazione di materiale da una
barra di acciaio al carbonio K720 non temprato, dello spessore di 6 mm e
di larghezza 50 mm. Il coltello misura 24 cm, con 11 cm di lama affilata
e 12 di manico. Il peso, a lavoro finito, è risultato di circa 400 grammi. Per
il manico ho utilizzato legno di ulivo e tondino di ottone. Il fodero è
stato realizzato in cuoio da 4 mm di spessore. L'affilatura è fatta a
pietra sintetica ad olio, media e fine, e finita con pietra naturale ad
acqua ultrafine. La lucidatura a specchio è stata ottenuta manualmente
con carta di grana sempre più fine e con feltro e pasta microabrasiva.
La tempera è fatta a forgia, con carbone coke e temperatura attorno agli
830° C, e raffreddamento in olio. Il rinvenimento è fatto sempre a
forgia, riscaldando il dorso e raffreddandolo poi ad acqua.
L'inclinazione dei biselli è di 22°.
Adesso una nota personale.
Lo spessore della lama, 6 millimetri, sembrerà sicuramente esagerato.
Difficilmente questi coltelli superano i 4 mm di spessore. Il mio Helle
addirittura è spesso 3 mm. Allora perché questa scelta ? Beh, se devo
trovarmi in una situazione in cui devo assolutamente fare affidamento
sul mio coltello, voglio che questo mi dia la massima sicurezza di
resistenza. Voglio poterlo usare come coltello, come leva, come
martello, come piccola accetta, senza che si spezzi. Quindi 6 millimetri
di spessore, a mio avviso, giustificano i difetti, fra i quali il
maggior peso, con il vantaggio di darmi maggiore affidabilità. Forse è
un ragionamento sbagliato, o esagerato, ma mi fa sentir sicuro, e questo
mi basta!!!
Inoltre chiedo venia per
la pessima qualità di gran parte delle foto: sono state scattate con il
telefono cellulare, quindi sono quello che sono.
Ho preso la maggior parte
delle idee da
Greenpete, un inglese che ha pubblicato
su Youtube 4 video estremamente interessanti e ben fatti, che potete
vedere
a questa pagina.
Detto questo vediamo come
ho fatto.
Prima di tutto ho
disegnato il coltello su un cartoncino, in grandezza naturale, a matita.

Poi ho ripassato a
pennarello e ritagliato la sagoma.
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Ho verificato che le
dimensioni si adattassero perfettamente alla mia mano, usando la sagoma
stessa.
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Ho quindi riportato la
sagoma sulla barra di acciaio, con un pennarello indelebile fine. La
sagoma che vedete disegnata non è la stessa delle foto sopra, in quanto
ho rifatto il disegno (più volte) per motivi sia estetici che
funzionali.
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Quindi, con un flessibile
a mano e un disco sottile per il taglio del metallo, ho provveduto a
sgrossare il disegno.
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A questo punto ho rifinito
la sagoma con una smerigliatrice da banco e con il flessibile a mano e
carta abrasiva fine.
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Ecco la sagoma rifinita e
parzialmente lucidata.

I biselli li ho voluti
fare a mano, usando una lima. Un lavoro davvero immane, che ha richiesto
parecchie ore di lavoro. Non ho voluto usare il flessibile o la
smerigliatrice per avere un'angolazione di 22° perfetti, ma credo che
per ottenerla sia sufficiente prima togliere il grosso a macchina, e
solo alla fine rifinire a lima per dare il giusto angolo. Fare tutto a
mano è sicuramente esagerato, oltre che faticosissimo.
Per ottenere i 22° su
tutta la lunghezza dei biselli e da entrambe le parti simmetricamente,
il mio babbo ha ideato e realizzato un apposito supporto per
coltello e lima, con una morsa a stringere il supporto della lama. Il
braccio che tiene la lama è inoltre ruotabile, e viene fissato
saldamente in morsa solo dopo aver impostato l'angolazione richiesta.
Questo permette di fare più angolazioni con lo stesso attrezzo. Alla
lima è stato saldato un pezzo di tondino di ferro al posto del manico,
per allungarla.
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Quindi via di lima, da una
parte e dall'altra, fino a realizzare i biselli.

Una volta realizzati i
biselli e fatta una prima lucidatura ho realizzato i fori per i perni di
ottone che terranno le guancette, a loro volta incollate al manico con
una colla bicomponente. Ho quindi fatto una prima affilatura a pietra e
olio, media e fine.

Poi ho sbozzato le
guancette, usando un ramo di olivo vecchio di 7 anni, durissimo e con
delle venature meravigliose. Le guancette sono state forate e
i perni in ottone tagliati leggermente più lunghi del necessario.

Via quindi con la tempra.
Con una forgia a carbone il metallo è stato portato alla giusta
temperatura e quindi raffreddato in olio.

E' venuto bello nero, ma
perfettamente temprato.

Per rendere il metallo
meno fragile la lama è stata riscaldata di nuovo, sul dorso, fino a
diventare di colore blu cobalto, e raffreddata in acqua.

Quindi ho rilucidato il
tutto, a specchio, con carta vetrata sempre più sottile, fino al 400, e
ho riaffilato la lama con pietra media e fine.
Ho quindi incollato le
guancette e messo i perni di ottone, anch'essi incollati. Poi ho
sgrezzato con la fresatrice a nastro, e quindi con la lima.

Dopo un pomeriggio passato
a cartavetrare, ecco finalmente la creatura!!! Ho rifinito il legno con
olio paglierino, un olio naturale che nutre e protegge l'ulivo delle
guancette.

Il
fodero
è in fase di lavorazione!!! A breve il resoconto dettagliato. |