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La luce.
Una buona ed affidabile
fonte di luce, outdoor, è molto importante. Specialmente in inverno,
quando alle 17.00 c'è già buio, senza una torcia sufficientemente
versatile ogni azione, anche la più banale come andare a fare pipì,
diventa difficile e rischiosa.
Si possono distinguere due
categorie di torce: quelle tradizionali, da tenere in mano, e quelle
frontali. Le tradizionali in genere hanno una potenza molto maggiore e
minore autonomia, e
vanno bene per illuminare lontano e per segnalare. Le frontali hanno
potenza minore, maggiore autonomia e, soprattutto, permettono di
compiere ogni azione lasciando le mani libere ed indirizzando il fascio
luminoso proprio dove serve. Fra le due io ritengo di maggior utilità
queste ultime, anche se una buona e potente torcia tradizionale comunque
può essere di grande utilità.
Le caratteristiche comuni
a frontali e tradizionali, nell'escursionismo, credo che si riassumano
in autonomia elevata, impermeabilità alla pioggia e all'umidità,
affidabilità, basso peso e ingombro. Tutte quelle che uso io hanno in
comune il fatto di utilizzare i LED al posto delle lampadine ad
incandescenza, garantendo minori consumi e maggior affidabilità.
Ma quanta luce serve,
outdoor? Dipende essenzialmente dall'attività che desideriamo svolgere,
visto che non c'è un'lluminazione generica, che va bene per tutto (come
non c'è una scarpa generica, una giacca generica, un sacco a pelo
generico...). Per leggere un libro occorre una luce debole, che
riflettendo sulla carta bianca non abbagli e non dia fastidio agli
occhi, e magari rossa per preservare la visione notturna (nel caso
vogliamo leggere una mappa mentre camminiamo). Per cucinare e svolgere
le normali attività del campo la luce deve essere maggiore, ma non serve
un faro antiaereo. Per camminare in condizioni disagiate in sicurezza
(pioggia, foschia, boschi fitti, terreno molto accidentato...) occorre
ancora più luce. Ma è sempre necessario anche conciliare potenza e
consumi. Leggere con una luce potente, oltre che fastidioso, è anche
sciocco, perchè ci porta a consumare le batterie per niente. Camminare
in un bosco fitto con una luce debole che non garantisca un adeguato
fascio luminoso ampio e profondo ci fa consumare poche batterie ma è
pericoloso. Quindi non basta una torcia con un solo livello di
illuminazione, ma ne serve una che permetta di selezionare varie potenze
di uscita, a seconda della quantità di luce che ci serve.
La potenza di una torcia è
espressa solitamente in lumen. Secondo la mia esperienza i livelli
ideali di lumen che conciliano qualità e quantità di luce, sicurezza e
salvaguardia delle batterie si possono riassumere con questa tabellina:
- 5 lumen per leggere un libro
- 10/15 lumen per cucinare e per le normali attività di bivacco (fare lo
zaino, preparare il sacco a pelo...)
- 20/25 lumen per montare la tenda, camminare in condizioni buone
- 35/40 lumen per cercare legna, camminare in condizioni difficili.
Questi numeri possono
creare qualche confusione. Diciamo però che le buone frontali in genere
garantiscono un range regolabile da 10 a 35/40 lumen, e alcune hanno
anche un led rosso aggiuntivo a bassa potenza, quindi sono utilizzabili
in tutte le situazioni, adattando potenza e consumi alla singola
situazione. I costruttori, rendendosi conto che ogni particolare
attività richiede una illuminazione specifica, progettano e
commercializzano le torce frontali con la possibilità di regolare la
potenza di uscita almeno su 3 livelli.
In condizioni particolari,
come l'esplorazione di una miniera o di una grotta carsica, la ricerca
di una persona dispersa, il cammino fuori dai sentieri o in zone ad
elevata carsicità, credo sia necessario abbinare le due torce, invece di
usarne solo una. La frontale servirà per illuminare il cammino in
prossimità, la tradizionale per illuminare lontano, per vedere dove
finiscono le gallerie, fino a dove arriva l'acqua sul pavimento, per
controllare che non ci siano pipistrelli (a me fanno parecchio schifo
:-P ) o stallatiti che possono caderci addosso anche nelle camere alte e
lunghe parecchie decine di metri, per vedere le depressioni del terreno
a distanza di sicurezza (depressioni nei prati spesso nascondono, qui
sulle Prealpi, profondi buchi naturali), per illuminare a grandi
distanze senza dover necessariamente avvicinarsi...
Con l'uso e l'esperienza
ci si renderà conto della luce necessaria in ogni situazione, ma non
facciamoci tanti problemi: una frontale di qualità si adatta a tutto con
un click, e una buona tradizionale potente interverrà come supporto nei
momenti particolari.
Quindi nella scelta di una
torcia frontale occorre prestare attenzione, secondo me, alle
possibilità di regolazione della luminosità che offrono (più sono meglio
è), e possibilmente prenderne una che offra anche un led rosso a bassa
potenza. La scelta è enorme.
Qui sotto vorrei
descrivere alcune delle torce che, secondo me, sono fra le più
convenienti, considerando qualità generale, potenza, resistenza e
rapporto qualità/prezzo. Sono marche rinomate, la PETZL è stata
addirittura la prima Azienda a proporre le torce frontali, e questo
garantisce (ma non sempre, vedi la Tikka Plus) una certa affidabilità.
Ho provato anche un bel numero di torce "cinesi". Di queste non posso
dire niente di male, hanno sempre fatto il loro lavoro senza problemi,
quindi non mi sento di sconsigliarle. Magari se portiamo una cinesina
presa su ebay a 10 euro teniamone una di scorta, così per essere sicuri.
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