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Il Kit di sicurezza.

Quando ci si muove outdoor, sia per una tranquilla passeggiata a un chilometro da casa sia per un trekking impegnativo di più giorni, si spera sempre che tutto vada per il meglio. Ma quelle che in quantistica sono chiamate "variabili non epistemiche", e in linguaggio comune "rogne impreviste", possono sempre capitare. E in questo caso dobbiamo essere preparati. Estote parati è il motto degli Scout, e dovrebbe essere il motto di ciascuno di noi, non solo outdoor, ma anche nella vita di tutti i giorni.

Essere preparati vuol dire conoscere e saper applicare le regole fondamentali della sopravvivenza, saper usare lo strumento più prezioso che il Signore ci ha dato, il cervello, e avere a disposizione una serie di strumenti che ci permettano di fronteggiare l'imprevisto. Strumenti che devono sempre essere con noi, anche per la passeggiata di un'oretta prima di cena. Strumenti che devono essere sempre pronti, a portata di mano in macchina, o dietro la porta di casa, in modo da non farci perdere tempo. Altrimenti, prima o poi diremo "Ma si, cosa vuoi che succeda, tanto sto fuori pochissimo, non perdo tempo a prepararmi qualcosa". E magari quella volta succede il patatrac.

Ognuno dovrebbe prepararsi il kit in base alle sue specifiche esigenze, in maniera realistica. Non serve avere un kit per la pesca, se il corso d'acqua più vicino alle mie zone è a 45 km in linea d'aria. Non serve avere un set di bisturi, aghi e filo per suture, se solo la vista del sangue mi fa svenire.

Come fare allora ? Io ho fatto così: ho pensato a quello che mi potrebbe accadere nelle zone che frequento, e cioè le Prealpi Venete. Ho fatto un elenco, prima delle situazioni di pericolo in cui potrei trovarmi, e poi di quello che, in ogni singola situazione, potrebbe essermi indispensabile e, in un secondo elenco, quello che potrebbe essermi utile.

Le situazioni di pericolo, sostanzialmente, nel mio caso (ognuno deve valutare il suo particolare ambiente) si possono riassumere in:

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smarrimento;

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impossibilità a rientrare per tempo (per esempio è arrivata la notte senza che me ne accorgessi);

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ferite che non permettono di rientrare (per esempio la frattura di una caviglia);

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situazione climatica improvvisamente avversa (esempio una furiosa tempesta);

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necessità di trovare acqua (per esempio l'uscita si è protratta per molte ore in più rispetto al previsto).

Nei primi due casi l'esigenza è passare una notte fuori. Nel terzo, curarsi se possibile, prepararsi a passare la notte fuori, segnalare la posizione in modo da essere recuperato in fretta. Nel quarto caso, la priorità è proteggersi, e successivamente, se dovesse essere necessario, passare la notte fuori. Nel quinto caso, la priorità è trovare l'acqua, naturalmente.

In base a queste situazioni ho pensato a cosa dovrei fare, e successivamente ho scritto tutto quello che mi sarebbe potuto tornare indispensabile e, solo in un secondo tempo, utile. Ne è venuta fuori una bella lista, che ho incrociato, ricavandone alla fine quello che è diventato il mio Kit di emergenza.

Naturalmente qui ho semplificato tutto. In realtà l'elenco, fatto con Excel, era molto corposo e frutto di parecchie giornate di riflessioni. Anche nelle uscite, se mi veniva in mente qualcosa, lo segnavo.

Il Kit sta tutto in una tracolla. Tracolla non vuol dire scomodità, instabilità, scarsa praticità, ve lo assicuro. La tracolla è estremamente pratica e comoda. E si può portare anche con uno zaino, in quanto non lo intralcia assolutamente. Una tracolla inoltre mi permette, una volta liberato dello zaino, di muovermi senza separarmi dal kit, per esempio se dopo aver piantato il campo voglio andare a cercare legna, o acqua, o funghi...

Ho usato un marsupio acquistato su Ebay, in un negozio a Hong Kong che vende articoli per softair, eHobby Asia Airsoft Supplier, ottimo come prezzi e come assortimento, anche se le spedizioni sono lente (sui 2 mesi, nel mio caso). Attenzione all'eventualità di dover pagare dazi doganali (a me è successo solo una volta su decine di acquisti, ma la possibilità c'è). Si trovano anche in Italia, basta fare un giro su Google. Ci sono per esempio simili su Px Military Store di Prato, meglio conosciuta come PxPrato, ottimo negozio ed estremamente fornito, ma senza la doppia possibilità di usarli come tracolla e come marsupio.

 All'interno tutto quello che credo mi potrebbe essere utile. Naturalmente il Kit è in continua evoluzione. Qualcosa esce, qualcos'altro entra, man mano che mi viene in mente qualcosa. Questo Kit è perennemente work in progress :-P

Partiamo dall'esterno. La boraccia in realtà è un kit completo per cucinare. Ne parlo esaurientemente in questo articolo della sezione sull'Alimentazione (dopo averlo visitato, fate click su pagina indietro nel vostro browser per tornare a questa pagina). Contiene un gavettino Crusader in alluminio e altre cose utili per cucinare un piatto di noodles (ne parleremo esaurientemente), una bevanda calda, o per bollire l'acqua sospetta.

Ho attaccato il coltello (un norvegese Helle Knives, modello Brakar, ne parlo nella sezione Attrezzature)  sulle cinghie di contenimento, in quanto non mi piace portarlo in cintura, sopratutto perchè mi intralcia e, con vestiti pesanti e lunghi tipo il parka, resta sotto ed è difficile estrarlo velocemente. In questo modo, con l'impugnatura a destra, quando mi serve è sempre disponibile.

Sempre all'esterno ho infilato, in uno dei due "tubi" di stoffa dall'utilità sconosciuta di cui è dotato lo zainetto, una torcia a bottone della statunitense Photon Lights, il modello Freedom, un aggeggino straordinario, di lunghissima durata, molto luminoso e stagno. Ha la possibilità di regolare la luce in maniera continua, da massimo a minimo, e per questo è ideale anche per leggere. Ne parlerò molto esaurientemente, perchè merita la massima attenzione.  E' inoltre fornita di una comoda pinza con calamite incollate sotto, per fissarla su abiti berretti, lamiere... Il led è arancione. Questo garantisce una buona luminosità, anche se non al livello dei led 2x bianchi della stessa serie, una durata incredibile, fino a 120 ore, e aiuta a preservare la visione notturna, non come il rosso ma quasi. Parleremo anche di queste cose.

 

All'esterno della tasca destra, fissato all'attacco tipo molle presente, ho messo il coltello di backup nella sua custodia, un serramanico molto robusto della Virginia, descritto nella sezione dei coltelli. Rimane a portata di mano, ma nello stesso tempo al riparo dalla pioggia (il fodero è impermeabile) e ben fissato.

 

Nella tasca destra, dietro il coltello, ci sono tre pacchetti di fazzoletti di carta, lo specchio di segnalazione in vetro, ben protetto da un astuccio antiurto, e la bussola, una svizzera Recta DP6, ottimo attrezzo affidabile, robusto e preciso, munita di specchio di puntamento, clinometro e regolazione della declinazione magnetica. Tre pacchetti di fazzoletti secondo voi sono troppi, vero ? Beh, si, se li si usa come fazzoletti, in effetti sono troppi. Anche perchè il kit, da solo (senza zaino), serve solo per le uscite di un giorno. Ma pensate a quelle variabili non epistemiche di prima. E pensate che un fazzoletto di carta serve anche come carta igienica, serve per pulire superficialmente tagli e ferite, serve come esca per accendere fuochi, serve per segnalare un passaggio, serve per pulire la gavetta dopo l'uso, serve per asciugarsi, serve come spugnetta, serve come ottimo filtro per l'acqua stagnante... e vedrete che tre pacchetti sono un numero congruo.

 

Ok, passiamo alla tasca sinistra. In questa ci sono il multitool, un Leatherman modello Wave (nella sezione Attrezzature c'è una descrizione), e la torcia, una Fenix modello P3D CE. Funziona con 2 CR123A, ha un led Cree 7090 XR-E da ben 160 lumen, e una durata, in modalità 9 lumens, di ben 65 ore. Ne parleremo in un articolo apposito, perchè è un gioiello che merita attenzione.

Tasca sul retro. Una tasca chiusa da due velcro sui lati. Dentro ci stanno una coperta termica a doppia faccia, alluminata e dorata, e due grossi sacchi dell'immondizia per la raccolta differenziata delle lattine e della plastica, quindi molto resistenti e grandi, anche se sottili.

Tasca frontale. Oltre al posto per il portafogli e il cellulare, ci stanno un bel po' di oggettini. La fila in alto, da sinistra: pietra diamantata per affilare, acciarino e coltellino con lama al carbonio, radiolina AM e FM con relative cuffie, supporto per la torcia a bottone, un accendino classico e uno piezoelettrico (che funziona anche se sommerso, a differenza del tradizionale che non funziona anche solo se ho il pollice bagnato e l'accendino asciutto). Fila sotto, da sinistra: batterie di ricambio (2 CR123A per la Fenix, 2 stilo AAA per la radio, una litio a bottone per la Photon), un fischietto molto potente, un tagliaunghie della Wilkinson Swords, una matita, due graffette molto grosse (ci si possono fare un milione di cose !!!!), delle spille da balia, due moschettoncini in acciaio, sette otto fascette da elettricista piccole (anche queste utili per mille cose). Sotto, un blocchetto per scrivere.

Tasca centrale, e finalmente abbiamo finito ! Qui ho messo: kit pronto soccorso, kit "benessere" (zucchero, dadi da brodo, bustine di the, pastiglie multivitaminiche...) per preparare qualcosa di caldo e dolce da bere (rigenerante in condizioni di freddo, stress, pioggia forte, sopratutto a livello psicologico, perchè mi impone di eseguire il primo punto della prima regola fondamentale della sopravvivenza: Stop !!! ... ne parleremo abbondantemente), un poncho Ferrino molto grande e robusto (ottimo anche per fare un riparo volante), una candela intera, una trentina di metri di cordino di nylon per boe o per reti da pesca, resistentissimo e poco ingombrante (quello giallo), un tubetto di gomma di 40 centimetri (ottimo per succhiare l'acqua dalle piante e dagli incavi della roccia, per esempio e non solo), una sega a serramanico giapponese, dal taglio incredibile, 20 pastiglie di esamina (la Meta prodotta dalla tedesca Esbit, un combustibile solido) da 4 grammi l'una, da usare come esca per accendere la legna umida (mezza pastiglia) o per bollire l'acqua se è impossibile accendere un fuoco (una pastiglia dura 5 minuti), 3 metri di filo per trappole in lega di ottone (trappole ma non solo...), una decina di metri di cordini robusti, 15 metri di Paracord 550 con 7 refoli (anche a questo strumento importante dedicherò un articolo apposito). In estate aggiungo il kit antiofidico, che in inverno non serve.

Manca la crema a protezione solare totale, che ho tolto perchè l'anno prossimo scade e devo sostituire, e che per me è molto importante.

Alla fine, impacchettato tutto, resta spazio per una confezione di noodles da 2 porzioni e qualche barretta o Beef Jerky, per un pasto abbondante, caldo, nutriente e rilassante. Volendo potrei liberare la tasca sinistra, mettendo la torcia e il multitool esterni, e fare ulteriore spazio nella tasca centrale legando il paracord attorno al manico dello zainetto, ma al momento non ho necessità di mettere altro. Anche perchè, ricordiamolo, questo zainetto è solo un kit per le emergenze, e non un normale zaino da escursione. E' un qualcosa in più, che però deve esserci sempre.

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