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Le tende in climi freddi.

La tenda, in inverno, diventa uno strumento molto importante, visto che le amache con il freddo sono troppo complicate da gestire. Pur non amando questo sistema di bivacco, anch'io mi sono organizzato di conseguenza.

Per climi non troppo freddi, diciamo attorno allo zero, non ho mai ritenuto che servano tende particolari (ma sono fondamentali un buon sacco a pelo e un materassino efficace, e a volte anche un sacco da bivacco!!!). Ma per temperature parecchio sotto zero occorrono delle caratteristiche particolari.

Come deve essere una tenda invernale? Partiamo da una premessa per cercare di capire meglio quello che ci serve. Nessuna tenda, neanche la più tecnica e costosa, fa caldo. Il calore, come abbiamo sempre detto, è fornito esclusivamente dal nostro corpo, attraverso il metabolismo basale e il lavoro. Quindi compito di una tenda invernale non è quello di fare caldo, ma quello di fare da barriera tra noi e l'ambiente esterno. Quindi una tenda deve soprattutto tenere fuori il vento e la neve, senza fenomeni di condensa. La temperatura interna alla tenda non sarà mai più di pochi gradi superiore a quella esterna.

Vediamo allora le caratteristiche da chiedere a una tenda invernale.

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Naturalmente una tenda invernale deve avere due teli, uno interno traspirante e idrorepellente, non in rete ma in stoffa, e uno esterno impermeabile all'acqua e al vento. Una tenda monotelo con il freddo diventa a rischio condensa: l'umidità dovuta alla respirazione e alla traspirazione può condensare sul telo freddo e gocciolare, o ghiacciare, e può bagnare noi e il sacco a pelo.

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Si deve poi avere la possibilità di sigillare l'interno, con l'esclusione di un paio di punti di aerazione (la tenda deve sempre essere ben aerata, anche con freddi estremi!!!). Quindi sono importanti i cosiddetti muretti antivento, o falde a terra. Sono delle strisce di stoffa che corrono lungo tutto il bordo inferiore del telo esterno, e che impediscono al vento di entrare da sotto il telo. In genere si fissano al terreno con la neve o con delle pietre, per tenerle ben ferme al suolo.

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Il telo esterno deve essere adeguatamente spesso, per impedire al vento di passare. Il maggior peso sarà compensato dal comfort e soprattutto dalla sicurezza.

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In alcuni casi il telo esterno e il fondo sono alluminati, spalmati con una sostanza termoriflettente che come dice il nome riflette il calore indietro. Ho i miei dubbi sull'utilità di questo sistema (le coperte di emergenza alluminate sono perfettamente efficaci solo se a diretto contatto con la pelle), ma la spalmatura contribuisce comunque a rendere impermeabile all'aria il telo.

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Sono importanti anche i tiranti antivento, una serie di cordini che fissano il telo in maniera sicura, visto che il vento può essere molto forte. Sei cordini antivento permettono di tenere la tenda ben in posizione. Per fissare i cordini antivento e i picchetti perimetrali sulla neve occorre usare una tecnica detta "dead man", uomo morto. Si lega un oggetto (un legno, una pietra, un sacchetto di nylon mezzo pieno di neve, uno sci, una ciaspola, una racchetta...) al cordino, si scava un buco fondo almeno 60 centimetri nella neve, si sotterra il corpo morto e poi si copre di neve, compattandola bene. Se ben fatto questo sistema resisterà a venti molto violenti. I cordini non vanno tesi eccessivamente, altrimenti si rischia di strappare tutto. Un po' di gioco va lasciato.

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La paleria nelle tende invernali deve essere più robusta che nelle tende estive. Questo sia per resistere al freddo, che rende il duralluminio e la fibra di vetro più fragili, sia per resistere al vento e al peso della neve che potrebbe accumularsi sul telo esterno. La neve accumulata sul telo funge da isolante, quindi può essere lasciata, ma pesa parecchio (la neve asciutta e farinosa pesa 200 kg al metro cubo, ma se umida arriva a pesarne ben 400). Inoltre il peso della neve può portare il telo esterno a contatto con quello interno, favorendo il gocciolamento della condensa. Quindi si deve valutare attentamente se valga la pena lasciare che la neve si accumuli o toglierla.

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Spazio!!! La tenda invernale deve essere spaziosa. Deve contenere il materassino, ma anche tutta la nostra attrezzatura, deve permetterci di cambiarci al riparo, e darci la possibilità di preparare una bevanda calda (sempre tenendo, in questo caso, tutto aperto per evitare che la condensa crei problemi e pericolo). Una tenda da 2 in inverno sarà appena sufficiente per una persona!!!

Una tenda con tutte queste caratteristiche è una buona tenda per ambienti molto freddi.

In inverno le sollecitazioni sono elevate, quindi occorre sempre prevedere un sistema per riparare gli eventuali elementi della paleria che si dovessero spezzare. Il nastro americano da solo non è sufficiente, si piega. Un sistema efficace è un tubetto di alluminio appena più largo del paletto, ricavato da uno stendibiancheria vecchio (un salto all'isola ecologica più vicina da sempre ottimi frutti). Si taglia di una lunghezza di circa 6 cm. Se un paletto si spezza, basta infilare sulla rottura il tubetto, e fissarlo sopra e sotto con nastro americano.

Altrettanto importante è un kit per le riparazioni del telo. Il nastro americano, applicato sia dentro che fuori lo strappo, può essere un ripiego temporaneo, ma ci sono in commercio kit appositi, progettati per i vari tipi di materiale, composti da speciali mastici e pezzette, che rendono le riparazioni molto affidabili.

La zona dove la tenda sarà montata deve essere battuta con cura, usando gli sci o le ciaspole, o al limite i piedi. E' importante che sia più liscia e omogenea possibile, altrimenti la notte sarà un inferno. Meglio spendere una mezz'ora in più adesso, che rotolarsi tutta la notte imprecando :-P  Se la neve non è molta è sicuramente utile scavare fino ad arrivare prossimi al terreno, e quindi appiattire la neve con le scarpe. Naturalmente la zona da battere dovrà essere più larga della superficie della tenda stessa. Dopo aver battuto la neve si dovrebbe aspettare una mezz'ora almeno per lasciare che i cristalli si compattino unendosi gli uni agli altri con piccoli ponti di ghiaccio (credo che il fenomeno si chiami sublimazione inversa, non ne sono sicuro). Un muretto di neve controvento sarà altrettanto utile. Il massimo sarebbe scavare nella neve fonda per circa 120 cm, e mettere la tenda in questo buco, ma scavare tutti quei metri cubi richiede tempo e fatica. Si può fare se si è in due o in tre, allora a turno uno scava. Attenzione a non sudare, toglietevi sempre strati di indumenti in modo da mantenere il corpo caldo ma non surriscaldato. Attenzione al cielo sopra di voi: niente rami secchi o alberi con molta neve sopra, altrimenti potrebbero cadere e schiacciarci. Attenzione alle valanghe, cerchiamo sempre luoghi sicuri per fermarci.

Può essere utile, se possibile, scavare, subito davanti alla tenda, una buca, in modo da poter stare seduti all'interno con i piedi in basso, per potersi mettere e togliere le scarpe agevolmente. E può essere utilissimo un pezzo di materassino, anche da soli 3 millimetri, da mettere appena fuori come tappeto, sempre per togliersi le scarpe senza pestare sulla neve.

Uno spezzone di circa 40 x 60 centimetri, ricavato da un vecchio materassino CCF, è utilissimo. Può essere usato davanti alla tenda per appoggiare i piedi mentre ci cambiamo, come materassino per toglierci e metterci le scarpe, come sedile sopra la neve... Ci isolerà dal bagnato in mille occasioni.

Anche la zona cucina, se possibile, dovrebbe essere scavata nella neve, per proteggerci dall'aria (foto sotto). Nella trincea cucina si possono anche ricavare ottimi e comodi ripiani e sedili. Naturalmente per un bivacco al volo è un lavoro inutile e faticoso, ma se pensiamo di rimanere più giorni fermi nello stesso posto sarà un toccasana!!!

Per scavare ci vuole però una buona pala (che in inverno, con la neve, non dovrebbe mai mancare) come questa più sotto, della CAMP, che costa circa 40 euro. Ci sono anche pale in plastica, vedete voi se il rischio che si rompa vale il peso minore. Secondo me è meglio la sicurezza dell'alluminio.

Non commettiamo l'errore di pensare che se abbiamo una tenda invernale ottima siamo a cavallo!!! Il freddo è pericoloso, e può uccidere o lasciarci addosso segni permanenti. Una tenda invernale non è che una parte del lavoro. Con la neve un telo termoriflettente da 3 mm messo sotto (parte termoriflettente verso la neve) aumenta il comfort. Ma il lavoro fondamentale lo fanno sempre il materassino isolante, in CCF (schiuma a cellule chiuse, Closed Cells Foam) ed eventualmente un ulteriore materassino autogonfiante, e un sacco a pelo adeguato. Se le temperature sono veramente estreme può essere necessario anche un liner in pile, e addirittura un sacco da bivacco.

Tenda adatta, materassini funzionali e un buon sacco a pelo, e la notte in tenda non farà paura neanche a temperature attorno ai 20° sotto zero!! Ma attenzione, non è assolutamente semplice come può sembrare. Il freddo rende tutto più faticoso, raddoppia o triplica i tempi, rende azioni banali come accendere un fuoco, cambiarci le calze, fare pipì, o prepararsi un caffè difficili. Occorre affrontarlo con assoluta cognizione di causa, con preparazione non solo a livello di attrezzature, ma anche con una adeguata preparazione fisica e psicologica. Il freddo può uccidere!!!

Qualche consiglio.

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Non buttarsi subito a sperimentare temperature estreme. E' meglio prenderci la mano, scendendo via via di temperatura mentre si aumenta la confidenza.

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Non sottovalutiamo l'alimentazione. Con il freddo si deve mangiare e bere molto, soprattutto cibi grassi, in particolar modo subito prima di andare a dormire.

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Con il freddo si fa pipì molto più spesso, e uscire dalla tenda alle 4 di notte con 20 gradi sotto zero è una cosa non molto piacevole. Tenete sempre a portata di mano una bottiglia di plastica a collo largo, come quelle dei succhi di frutta. E' un ottimo WC di emergenza, e messa dentro il sacco a pelo è anche un'ottima stufa ad energia corporea!

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Prima di infilarci nel sacco a pelo facciamo del movimento, in modo da alzare la temperatura della fornace interna, così scalderemo il sacco a pelo più velocemente.

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Andiamo a letto molto ben vestiti. Via via che la temperatura si stabilizzerà potremo toglierci dei capi.

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Sempre a letto con guanti e berretto!!! Fa anche rima :-) Collo e testa sono pieni zeppi di vasi sanguigni, da soli disperdono circa il 40% del calore corporeo, proteggerli è importante. E non dimentichiamoci le calze di lana.

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Prima di entrare nella tenda spazzoliamo benissimo i vestiti, in modo da non portare all'interno neve.

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Sempre a letto con vestiti asciutti, specialmente le calze!!!

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Una bottiglia piena di acqua calda infilata nel sacco a pelo e spinta a livello dei piedi è favolosa per scaldare tutto il corpo! Occhio che se durante la notte si apre sono volatili per diabetici!!!

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Gli scarponi vanno messi nel sacco stagno del sacco a pelo (prima però va girato dentro fuori) e se possibile messo nel sacco a pelo, in mezzo alle gambe o in fondo ai piedi se c'è lo spazio sufficiente. In questo modo alla mattina non saranno gelati e duri come il cemento.

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La tenda, una volta a casa, va aperta, pulita, ispezionata e asciugata bene!!!

Bene, questo è quanto. Non affronto il problema tenda in estate perché non le uso.  Vediamo qui sotto alcune delle tende che ho, e che mi sento sicuramente di consigliare.

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