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Val Fraselle 2009

1 e 2 maggio 2009

L'idea era di fare un trekking di 3 giorni, passando per la Val Fraselle e il passo della Lora, per costeggiare la Catena delle 3 Croci, Piccole Dolomiti. Ma prima il fondovalle e i sentieri impraticabili per la troppa acqua, dovuta al disgelo dei 3 metri di neve caduti in quota quest'inverno, poi la troppa neve ancora rimasta sui passi ci hanno fatto cambiare programma. Siamo tornati verso valle e abbiamo fatto la Foresta Demaniale di Giazza, rimanendo sui 1.000 metri di quota, e facendo un anello di una ventina di chilometri, in due giorni invece di tre. Il trekking è stato comunque molto bello, e i guadi dei torrenti impetuosi a valle ci hanno fatto capire la vera forza devastante dell'acqua. Un passaggio che all'apparenza potrebbe sembrare semplice in realtà diventa disagevole, per la temperatura gelida dell'acqua, e pericoloso, per la sua forza incredibile, che sembra volerti staccare letteralmente i piedi dal corpo e buttare a terra!!! Un'esperienza veramente utile e formativa, che ti fa guardare in maniera diversa, più rispettosa, l'acqua dei grossi torrenti Prealpini. E un altro motivo per apprezzare la velocità di asciugatura degli indumenti tecnici!!! La notte in amaca è stata discretamente tranquilla, con un freddo però fastidioso verso l'alba.

Torrente in Val Fraselle

Alla partenza la mole di acqua e la sua velocità ci hanno fatto capire che non sarebbe stato così semplice salire passando per il fondovalle.

Salendo abbiamo trovato decine di torrenti laterali che si gettavano nel fondovalle, costringendoci a guadi impegnativi, fino ad arrivare ad un punto da cui era impossibile proseguire: il fondovalle, stretto in un canalone di roccia, era completamente sommerso di gelida e rombante acqua.

Una casa immersa nel verde della Val Fraselle.

Cerchiamo di asciugare alla bell'e meglio le scarpe, dopo i vari guadi. Impresa inutile, negli scarponi in cuoio e Goretex l'umidità è rimasta per due giorni. Altra lezione imparata: portare sempre via dei sandali tecnici, e guadare con quelli!!!

Lasciamo i passi sull'alta Val Fraselle, troppo innevati, alle nostre spalle, scendiamo di nuovo ed entriamo nella foresta, prendendo un sentiero a casaccio. La scelta si rivelerà azzeccata!!!

Il paesaggio cambia, si fa più dolce, meno montano. I colori della primavera sono abbaglianti.

La foresta di Giazza, dove ci accampiamo per la notte. Appese le amache prepariamo la cena, e alle 10 in punto siamo a letto, con un torrente una decina di metri più in basso che ci canta la ninna nanna.

 

Il giorno dopo iniziamo a seguire dei sentieri che passano alti, sopra il paese di Giazza, in un paesaggio primaverile incredibilmente bello. I verdi, in tutti i toni e le sfumature, fanno da cornice all'azzurro del cielo, all'oro del sole e all'arcobaleno dei fiori.

Una casa abbandonata nel bel mezzo della foresta. Vedere i segni degli abitanti di un tempo, il camino, il secchiaio in pietra, mette uno strano senso di  tristezza e nello stesso tempo di fiabesco.

   

Un'altra casa abbandonata. Decenni fa le montagne erano abitate, adesso si stanno poco a poco ripopolando.

   

Ad un certo punto ci appare di nuovo il paese di Giazza, dalla parte opposta a quella da cui siamo partiti.

Ed eccoci arrivati. Alla prossima!

Un breve video dell'escursione.

 

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