L'idea era di fare un
trekking di 3 giorni, passando per la Val Fraselle e il passo della
Lora, per costeggiare la Catena delle 3 Croci, Piccole Dolomiti. Ma
prima il fondovalle e i sentieri impraticabili per la troppa acqua,
dovuta al disgelo dei 3 metri di neve caduti in quota quest'inverno, poi
la troppa neve ancora rimasta sui passi ci hanno fatto cambiare
programma. Siamo tornati verso valle e abbiamo fatto la Foresta
Demaniale di Giazza, rimanendo sui 1.000 metri di quota, e facendo un
anello di una ventina di chilometri, in due giorni invece di tre. Il
trekking è stato comunque molto bello, e i guadi dei torrenti impetuosi
a valle ci hanno fatto capire la vera forza devastante dell'acqua. Un
passaggio che all'apparenza potrebbe sembrare semplice in realtà diventa
disagevole, per la temperatura gelida dell'acqua, e pericoloso, per la
sua forza incredibile, che sembra volerti staccare letteralmente i piedi
dal corpo e buttare a terra!!! Un'esperienza veramente utile e
formativa, che ti fa guardare in maniera diversa, più rispettosa,
l'acqua dei grossi torrenti Prealpini. E un altro motivo per apprezzare
la velocità di asciugatura degli indumenti tecnici!!! La notte in amaca
è stata discretamente tranquilla, con un freddo però fastidioso verso
l'alba.
Alla partenza la mole di acqua
e la sua velocità ci hanno fatto capire che non sarebbe stato
così semplice salire passando per il fondovalle.
Salendo abbiamo
trovato decine di torrenti laterali che si gettavano nel
fondovalle, costringendoci a guadi impegnativi, fino ad arrivare
ad un punto da cui era impossibile proseguire: il fondovalle,
stretto in un canalone di roccia, era completamente sommerso di
gelida e rombante acqua.
Una casa immersa
nel verde della Val Fraselle.
Cerchiamo di asciugare alla
bell'e meglio le scarpe, dopo i vari guadi. Impresa inutile,
negli scarponi in cuoio e Goretex l'umidità è rimasta per due
giorni. Altra lezione imparata: portare sempre via dei sandali
tecnici, e guadare con quelli!!!
Lasciamo i passi
sull'alta Val Fraselle, troppo innevati, alle nostre spalle,
scendiamo di nuovo ed entriamo nella foresta, prendendo un
sentiero a casaccio. La scelta si rivelerà azzeccata!!!
Il paesaggio
cambia, si fa più dolce, meno montano. I colori della primavera
sono abbaglianti.
La foresta di
Giazza, dove ci accampiamo per la notte. Appese le amache
prepariamo la cena, e alle 10 in punto siamo a letto, con un
torrente una decina di metri più in basso che ci canta la ninna
nanna.
Il giorno dopo
iniziamo a seguire dei sentieri che passano alti, sopra il paese
di Giazza, in un paesaggio primaverile incredibilmente bello. I
verdi, in tutti i toni e le sfumature, fanno da cornice
all'azzurro del cielo, all'oro del sole e all'arcobaleno dei
fiori.
Una casa
abbandonata nel bel mezzo della foresta. Vedere i segni degli
abitanti di un tempo, il camino, il secchiaio in pietra, mette
uno strano senso di tristezza e nello stesso
tempo di fiabesco.
Un'altra casa
abbandonata. Decenni fa le montagne erano abitate, adesso si
stanno poco a poco ripopolando.
Ad un certo punto
ci appare di nuovo il paese di Giazza, dalla parte opposta a
quella da cui siamo partiti.