|
Escursioni
Il mio concetto di escursione è
alquanto personale. Non concepisco chi parte con un programma
perfettamente strutturato, con tempi e percorsi perfettamente stabiliti,
magari al limite della resistenza fisica. Non concepisco chi torna dopo
3 giorni e, di tutto quello che ha vissuto, ricorda solo la punta delle
scarpe sul sentiero. Per me escursione è la realizzazione pratica della
filosofia Woodvival. Quindi escursione è vivere in simbiosi con la
natura che mi circonda, secondo i suoi ritmi, i suoi tempi, fatti anche
di sensazioni, di emozioni. Non ho mai programmi, tempi, scadenziari.
Parto, e questa è l'unica cosa sicura. Poi il percorso è dettato non da
una pianificazione fatta a tavolino, ma da mille piccole cose che mi si
presentano via via che procedo. Posso vedere un posto bellissimo, e
decidere di fermarmi dopo solo 500 metri di cammino. O posso andare in
una direzione e poi cambiare completamente, per seguire magari uno
scoiattolo, o un insetto. Il mio andare è dettato dal posto, da quello
che vedo, dai suoni, dagli odori, è un seguire tutta una serie di
emozioni, non un foglio di carta.
In genere le mie uscite si svolgono in Lessinia,
sulle Prealpi Venete, al confine fra Veneto e
Trentino Alto Adige. Sono posti per me di una bellezza straordinaria, e
che hanno visto i nostri Soldati combattere duramente. I segni, come le
trincee, le piazzole dei cannoni, le lapidi, i crateri delle granate...
sono ancora chiaramente visibili, a perenne ricordo. Sono anche luoghi
carichi di ricordi molto belli, visto che in Lessinia ho sempre
trascorso le lunghe vacanze estive, nella casa che fu dei miei nonni, e
che oggi divido con i miei genitori e i miei figli. Guardare il sole
tramontare dal bordo di una trincea scavata nella nuda roccia, con la
nebbia che sale dal fondovalle e il vento che racconta la sua storia
come allora, è una sensazione struggente, che ti rimane dentro.
La zona, a parte alcuni
tragitti classici, è fortunatamente ancora non troppo frequentata. Ci
sono poi alcune aree che sono totalmente deserte, perchè non conosciute,
o fuori dalle classiche zone turistiche servite di hotel, ristoranti,
negozi, parcheggi..., ma soprattutto perchè difficili da raggiungere. Il
Parco Regionale ha infatti un'estensione di circa 10.400 ettari, e si
estende dalla Val D'Adige a ovest fino alle pendici delle Piccole
Dolomiti ad est. Non è difficile trovare delle oasi di assoluta
tranquillità, dove si possono trascorrere giorni interi senza mai vedere
o sentire esseri umani, in completa simbiosi con la natura.
Il problema principale
della Lessinia è che si tratta di montagne carsiche, e quindi senza
acqua di superficie, tranne in pochi casi dove ancora ci sono sorgenti.
E' necessario quindi portarsela dietro, o trovarla in loco (ma questo è
abbastanza complicato e lungo, soprattutto per quanto riguarda
filtrazione e depurazione). Per fortuna in quota ci sono due rifugi, che
in tarda primavera ed estate possono vendere acqua. E da novembre a
maggio in genere c'è sempre neve, che fornisce acqua relativamente
pulita. Poi naturalmente c'è la pioggia.
Vivere il Parco
naturalmente vuol dire rispettarne la flora e la fauna, e i regolamenti.
Per esempio non si possono accendere fuochi, e questo è penalizzante,
visto che un bivacco senza fuoco è molto triste. Ma per questo ci sono
le aree esterne, soprattutto quelle più basse. Si può convivere con la
natura anche senza lasciare alcun segno del nostro passaggio. Un esempio
banale può essere l'utilizzo, sulle amache, di fettucce piatte invece
che di cordini rotondi. Queste non segnano la corteccia degli alberi.
Vorrei anche approfittare di queste mie
uscite per cercare di mostrare qualcosa di pratico, far vedere come si
possa vivere confortevolmente nella natura, con i limiti imposti dal
peso trasportabile, dalla disponibilità di acqua, dal clima. Una specie
di guida pratica, insomma. Mostrare via via le attrezzature, gli
alimenti, le sistemazioni, in relazione al preciso periodo dell'anno.
Vediamo se l'idea può funzionare! |