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Lessinia trekking 2008

Day 0       
24 aprile 2008

I primi Avventurosi si ritrovano. Ci si prepara psicologicamente all'impresa, con una tecnica di meditazione Yoga molto particolare...

Day 1       
25 aprile 2008

Se il buongiorno si vede dal mattino, e la colazione è il pasto più importante, e il mattino ha l'oro in bocca... allora il trekking è partito proprio bene !!!

Day 1       
24 aprile 2008

Arrivati a San Giorgio, il centro "abitato" al limite degli altipiani, ci si prepara alla salita.

Day 1       
24 aprile 2008

Si parte. Affrontiamo la prima salita, che da San Giorgio passa per i pascoli dei camosci e porta al margine superiore della Lessinia, il confine delle trincee.

Day 1       
24 aprile 2008

Arrivati alle trincee osserviamo il passo che ci porterà dall'altra parte, nella Valle di Revolto, parecchie centinaia di metri più sotto. Pranziamo e prendiamo fiato.

Day 1       
24 aprile 2008

Inizia la discesa, massacrante per la forte pendenza e la neve che ad ogni passo fa sprofondare.

Day 1       
24 aprile 2008

Finita la discesa proseguiamo in costa, attraverso un ghiaione e i boschi, fino al primo rifugio, Passo Pertica, nella Valle di Revolto.

L'attraversamento del Passo Bocca Trappola, sulla sommità fra la Valle di Revolto e la Valle dei Ronchi, con un gelido vento sferzante.

Day 1       
24 aprile 2008

Dal Rifugio Passo Pertica inizia la salita per la strada militare, verso Campobrun.

Dobbiamo ancora arrivare fin lassù, mentre il sole sta calando. Siamo a 1.700 metri, dopo 9 chilometri di strada, con zaini di 20 chili che adesso si sentono tutti come  macigni.

Finalmente in alto appare il rifugio Scalorbi. Abbiamo appena preso la grandine, la temperatura sta calando e la stanchezza è tanta. 

Malga Campobrun, il nostro rifugio per la notte. Igor e Federico sono già arrivati e hanno piantato le tende. Noi abbiamo le amache, ma non ci sono alberi, a questa quota. Dobbiamo dormire per terra.

 

Day 1       
24 aprile 2008

La malga ha una tettoia che ci può proteggere dalla grandine. Davanti c'è un muro di neve. Non male, pensavo molto peggio.

Day 1       
24 aprile 2008

Ci ripariamo con i teli, e stendiamo i sacchi a pelo. La temperatura continua a scendere. Sotto la schiena terra e cemento. Sarà una lunga notte.

Day 2       
25 aprile 2008

Alla mattina ci accorgiamo che durante la notte tutto è ghiacciato. La neve, in cui si sprofondava, è un lastrone di ghiaccio duro come l'asfalto. Al mattino il sensore della macchina fotografica indica - 2°.

Day 2       
25 aprile 2008

Iniziamo la salita, senza zaini.

Day 2       
25 aprile 2008

L'andata è stata dura. Decidiamo quindi di spezzare il ritorno in due giornate. Pensiamo di tornare indietro fino a trovare un buon posto per la notte, per poi fare l'ultimo tratto il giorno successivo. Ma la temperatura e il vento gelido dei costoni, la grandine, i pendii estremamente scoscesi ci fanno avanzare, senza mai trovare un posto adatto.

Al passo Pertica siamo stanchi, non abbiamo voglia di farci da mangiare, quindi andiamo al Rifugio.

Continuiamo ad avanzare, senza mai trovare un posto per passare la notte. Inizia a piovere, grandine mista ad acqua. Decidiamo di andare fino in cima, nonostante la stanchezza e il freddo.

Day 2       
25 aprile 2008

Alla fine arriviamo sul Passo Malera, dopo altri 9 chilometri di strada. E' stata una decisione saggia, non saremmo riusciti a dormire, sotto il Passo, sui costoni sferzati dal vento gelido e dalla pioggia.

 

 

Day 2       
25 aprile 2008

Siamo a casa. Mega pizza, ricordi e risate !!!

 

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