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Ricavare acqua potabile
dalle piante.
E' una
tecnica "di sopravvivenza", quindi non adatta a normali trekking. Questo
non perché sia inefficace, o difficile, o stancante e faticosa, o con un
rapporto costi/benefici sbilanciato verso i primi, anzi, è un sistema
molto semplice e veloce, che richiede uno sforzo fisico minimo e che
fornisce risultati accettabili (si tratta sempre e comunque di
sopravvivere, non di vivere nell'abbondanza). Ma è un sistema che
richiede una lunga attesa, prima di ottenere l'acqua, e questo implica
la necessità di restare fermi in un posto per almeno una giornata.
Intanto
due parole sulla tecnica. Si tratta semplicemente di mettere un
sacchetto di nylon su un ramo verde con foglie, chiuderlo bene cercando
di sigillare al massimo l'apertura, esporlo al sole e aspettare, proprio
come nella foto qui sotto:
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Un
cordino potrà tenere il ramo piegato verso il basso come nella foto
sopra (lo vedete in basso a sinistra), in modo da permettere all'acqua
ottenuta di colare in un angolo. Il sacchetto, una volta tolto e
svuotato dall'acqua, si potrà utilizzare ancora. Eventuali fori si
possono riparare con un pezzetto di nastro americano (accessorio da
sopravvivenza favoloso, con mille utilizzi) o con resina di pino mista a
cenere bianca. La traspirazione delle piante farà il resto: la pianta
raccoglierà l'acqua dal sottosuolo tramite le radici e per capillarità
la porterà fino alle foglie dove, attraverso gli stomi, verrà rilasciata
nell'atmosfera (anzi, nel nostro sacchetto). La differenza di
temperatura fra l'interno del contenitore, molto caldo, e l'esterno più
freddo farà condensare il vapore, che colerà sul fondo del sacchetto
stesso. Alcune ricerche svolte in un'Università di Sidney hanno
dimostrato che una pianta rende all'atmosfera più del suo stesso peso in
acqua, in una giornata di sole. In questo modo si ottiene acqua pura,
che può essere bevuta senza essere potabilizzata (come riportato per
esempio sui manuali di sopravvivenza dell'esercito americano, fonte
direi alquanto attendibile e non improvvisata), essendo acqua filtrata
dall'albero e non acqua inquinata e distillata con il sole (che invece
mantiene una parte degli inquinanti, specialmente quelli chimici). Al
massimo si possono trovare dentro qualche formica o qualche pezzettino
di foglia, ma niente di più. E soprattutto si ottiene senza fare sforzi,
che ci farebbero perdere liquidi. Ricordiamoci sempre che in caso di
emergenza è importante valutare il costo in termini di energia, di
liquidi e di tempo consumati, rapportato al risultato ottenuto. Se per
ottenere un bicchiere di acqua dobbiamo scavare un buco largo 100 cm e
profondo 30, allora meglio che lasciamo perdere!!!
Le
prove qui illustrate sono iniziate verso le 8 di mattina e terminate
verso le 16 di pomeriggio, in una giornata di fine agosto 2007, con
clima caldo ma cielo velato (si capisce dalle foto, le ombre non sono
nette ma tenui, e il cielo appare appunto velato). Le foto erano state
ridimensionate, e gli exif data non ci sono più, ma la cartelle in cui
sono state scaricate è stata creata alle 16 e 41', quindi deduco che la
prova è terminata circa alle 16, quindi circa 3 ora prima del calar del
sole, 3 ore che avrebbero contribuito ad aumentare la resa dei
sacchetti. Non ricordo molto di più, essendo passati due anni.
Naturalmente l'indicazione fondamentale è che il lavoro andrebbe fatto
all'alba, con la luce ma ancora con temperatura mite, e l'acqua raccolta
al tramonto, sempre con temperatura mite ma ancora con la luce. Durante
il giorno, con il sole che picchia inclemente, bisognerebbe evitare al
massimo di muoversi e sudare, e restare all'ombra e isolati dal sole e
dal terreno per conservare i fluidi il più possibile. Una delle regole
fondamentali della sopravvivenza, citata in tutti i manuali più
importanti e comunque facilmente verificabile di persona, è proprio
quella che risparmiare energie e risorse è estremamente importante: meno
consumiamo e meno dobbiamo preoccuparci di cercare acqua, cibo e riposo.
Inoltre lasciare in opera i sacchetti tutto il giorno invece che
toglierli alle 16 come ho fatto io in queste prove permetterebbe anche
di ottenere più acqua di quella illustrata nelle foto, direi almeno un
altro 20% in più. Questo anche perché con il calare del sole la
temperatura scenderà, e il vapore nel sacchetto condenserà
ulteriormente.
Ok,
adesso qualche nota tecnica derivata da questi (e parecchi altri)
esperimenti.
Innanzitutto vanno evitate le piante tossiche come l'edera!!! L'acqua
ricavata da queste piante può causare spiacevoli effetti!!!
Io
consiglio di usare sacchetti per alimenti, perché usando quelli tipo
della spesa o per avvolgere i vestiti o per l'immondizia l'acqua
ottenuta saprà leggermente di plastica. Non so se sia anche tossica,
comunque il sapore non è buono. Quella ottenuta con sacchetti da
alimenti invece non ha alcun sapore. NAturalmente se non si ha niente di
meglio, anche i sacchi della spazzatura vanno bene.
Poi è
importante, direi fondamentale, che il sacchetto sia esposto al sole per
il maggior tempo possibile, quindi meglio cercare rami esposti a sud e
senza alberi davanti che possono fare ombra. Nelle foto vi mostrerò
l'enorme differenza fra un sacchetto esposto al sole tutto il giorno e
uno all'ombra, di eguali dimensioni e riempiti più o meno con la stessa
quantità di foglie.
Un'altra osservazione che si può fare è che, se il sacchetto è ben
esposto al sole, produce moltissima acqua anche se le foglie sono messe
dentro tagliate invece che ancora attaccate al ramo. Mettere dentro le
foglie tagliate richiede meno lavoro e permette di riempire molto meglio
il sacchetto, aumentando ulteriormente la quantità di acqua ottenuta e
rendendo quasi nulla la possibilità di forare il sacchetto stesso con i
rami. Inoltre la chiusura sarà meglio sigillata, aumentando ancora di
più l'efficacia. Potremo inoltre cercare un posto ideale per mettere il
sacchetto pieno, indipendentemente da dove sorgono gli alberi, per
esempio adagiandolo su un prato, completamente al sole.
Dalle
prove ho visto anche che il sacchetto non deve necessariamente essere
trasparente. Anzi, il sacco viola ha dato i risultati migliori in
assoluto.
Ultima
osservazione: di notte non si ottiene praticamente niente. Probabilmente
il sole è l'elemento chiave.
I
risultati? Da un sacchetto per immondizia medio, circa 50 x 90 cm,
pieno di foglie recise, si possono facilmente ottenere, in una giornata
intera di esposizione al sole, circa 300 ml di acqua. Cinque
sacchetti possono permetterci di ricavare un litro e mezzo di acqua
potabile, con un lavoro che non richiede sforzo fisico e sudore, e che
può durare circa un'ora, il tempo di staccare le foglie (o rametti, come
ho fatto io), metterle nei sacchetti e chiuderli.
Per non
lasciare spazio a dubbi, vediamo allora qualche esempio pratico di
quello che si può ottenere con questa tecnica, per ricavarne utili
indicazioni. Vedere in pratica il risultato è sicuramente la migliore
dimostrazione, che vale più di mille parole. Ricordiamo sempre che i
sacchetti non sono stati lasciati in opera tutto il giorno, ma solo fino
alle 16 circa, quindi è stato sprecato circa un 40% di tempo che avrebbe
sicuramente aumentato la resa. Cliccando sulle immagini ridotte si
apriranno gli originali, in una nuova finestra.
In
questa prova ho usato un sacchetto piccolo per la raccolta
differenziata, avvolto su un ramo di melograno esposto ad est, quindi al
sole solo alla mattina. La dimensione del sacchetto la vedete
confrontandola con la mano, circa 25 x 40 cm. Ho ottenuto poca acqua,
sia a causa delle dimensioni ridotte del sacchetto, e quindi delle poche
foglie all'interno, che della scarsa esposizione al sole. L'acqua
ricordo che era limpida (si vede anche dalla foto del bicchiere), ma
aveva uno sgradevole sapore di plastica.
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Qui ho
usato un sacchetto più grande, sempre per la raccolta differenziata, con
all'interno foglie di vite americana. La quantità di foglie la potete
vedere nella foto a destra, sono un bel po'. Praticamente non ho
ottenuto che poche gocce di acqua, nonostante il sacco fosse pieno di
condensa sulle pareti interne. Perché? Semplice: il sacchetto non era
esposto al sole, ma sotto un grosso albero. Da qui, e dal confronto con
la prova successiva, possiamo capire l'importanza dell'esposizione
diretta al sole per rendere il sistema efficace!!!
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Stesso
tipo di sacchetto, riempito con la stessa quantità di foglie, questa
volta recise, di vite americana e di noce. Il sacco è stato esposto al
sole per tutta la durata dell'esperimento, ma sollevato dal terreno, su
un tronco reciso. Nella seconda foto possiamo vedere l'enorme quantità
di acqua presente sulle pareti interne del sacchetto. Ne ho ricavato un
bicchiere quasi pieno, ma non ho svuotato il sacco e recuperato tutta
l'acqua, ho semplicemente forato il fondo e fatto colare l'acqua
accumulata in basso. Svuotandolo meglio e con più calma il bicchiere si
sarebbe probabilmente riempito del tutto, quindi circa 250 ml di acqua.
Lasciandolo li altre tre ore sfruttando tutto il giorno probabilmente ne
avrei ottenuta anche di più. Inoltre il sacco era pieno per poco più
della metà della sua capienza, e questo fa riflettere sulla resa
incredibile di questa prova!!!
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Altra
prova, con un sacchetto trasparente piccolo, quelli che si trovano nei
reparti di frutta e verdura dei supermercati. Le dimensioni le vedete
confrontandole con la mano, nella prima foto, e l'esigua quantità di
fogliame contenuto la vedete nella terza foto. L'esposizione al sole era
limitata alla mattina, il sacchetto era verso est. L'acqua ottenuta
circa 70 ml, pochina ma buona se rapportata all'esiguità del sacchetto.
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Ultima
prova di questo set di foto: un piccolo sacchetto ziplock su un ramo di
ulivo, esposto a sud ma vicino ad alcuni grossi cipressi, quindi al sole
circa metà giornata. Le dimensioni circa 25 x 25 cm, l'acqua ottenuta
sempre circa 70 ml.
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Le
conclusioni sono evidenti e dimostrate dalle foto (in realtà sono le
stesse conclusioni riportate dalla più autorevole letteratura
sull'argomento, semplicemente sperimentate in prima persona, quindi non
ho scoperto niente di nuovo): un sistema del genere, con un sacchetto di
foglie recise di circa 50 x 90, se ben utilizzato, può darci, in una
giornata di sole, un bel bicchiere di acqua potabile, circa 300 ml.
Portare con noi almeno tre sacchetti del genere può garantirci, se
conserviamo al massimo i fluidi, una certa garanzia di sopravvivenza!!!
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