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Il calore corporeo come si
perde ?
Che
domanda stupida, vero ? Il calore corporeo si perde stando al freddo
.
Ok,
d’accordo. Logicamente a mezzogiorno di una splendida giornata di sole,
la settimana di ferragosto, in centro a Verona non si perde calore. Ma
la domanda che ho posto come titolo dell'articolo esige una risposta più
approfondita. Ci sono 5 fattori principali che contribuiscono alla
perdita di calore corporeo. Capirli è fondamentale per proteggersi, per
costruire un rifugio adeguato e per evitare l'ipotermia. Vediamoli qui
sotto, in dettaglio.
Come al
solito, è una spiegazione corretta ma per forza di cose semplificata al
massimo, assolutamente non tecnica. Sono concetti terra terra, non
formule di fisica e di termodinamica. Qui su Housegate si va al sodo,
fatti non pugnette
.
Cerchiamo di capire i concetti in maniera semplice, affinché siano
chiari e rimangano ben impressi in mente. Per informazioni dettagliate,
come al solito, c'è San Google che ci aiuta!!
Il
corpo umano si raffredda, perde cioè calore, attraverso 5 "processi", in
cinque modi diversi: conduzione, convezione, irraggiamento (o
radiazione), sudorazione e respirazione. Vediamoli in dettaglio.
Conduzione.
La perdita di calore per conduzione è quella più evidente. Si ha quando
un solido (il nostro corpo) entra in contatto diretto con un
solido di temperatura diversa. In questo caso, parlando di perdita di
calore, si ha perdita di calore per conduzione quando il nostro corpo
entra in contatto diretto con un corpo più freddo. Classico esempio:
sedersi sulla neve ci raffredda il sedere per conduzione. Il calore
viene condotto dal sedere alla neve.
Convezione.
La perdita di calore per convezione si ha quando un fluido (per esempio
l'acqua, o l'aria) entra in contatto diretto con un corpo di
temperatura maggiore del fluido stesso. Classico esempio è il vento. A
parità di temperatura in una giornata ventosa si percepisce più freddo,
perché il nostro corpo perde calore più velocemente. Il vento allontana
dalla superficie corporea quel piccolissimo strato di aria calda che ci
avvolge, aumentando la velocità con cui ci raffreddiamo. Per calcolare
questo fattore di perdita di calore, detto Wind Chill, esiste una
formula apposita. Per esempio, alla temperatura di 0° C, con un vento di
6 nodi si percepisce freddo come se ci si trovasse a -5° C. Se il vento
passa da 6 a 12 nodi la temperatura percepita è pari a -13° C!!
Irraggiamento.
Nell'irraggiamento la perdita di calore corporeo avviene sotto forma di
radiazione elettromagnetica. Non sto qui a spiegare cos'è o come
funzione, fidatevi e basta
.
Nella conduzione e nella convezione avviene uno scambio di calore per
contatto diretto. La perdita di calore per irraggiamento non prevede
invece nessun contatto diretto fra il corpo con temperatura
maggiore (il nostro) e quello con temperatura minore (l'ambiente, la
roccia, il vento, l'acqua...). Addirittura, avviene anche in presenza di
vuoto assoluto fra due corpi. Il sole ci riscalda proprio così, per
irraggiamento.
Sudorazione.
La sudorazione è l'emissione a livello della pelle, da parte di apposite
ghiandoline dette sudoripare, di acqua (e non solo, ma a noi non
interessa). Quest'acqua evapora, e l'evaporazione è un fenomeno che
assorbe calore. Sudare è quindi uno dei fattori che abbassano la
temperatura.
Respirazione.
Ogni volta che immettiamo aria fredda nei polmoni, questa si riscalda e
si umidifica. Quando l'aria viene resa all'ambiente porta con se questo
calore e questa umidità, raffreddando le cavità polmonari e di
conseguenza il sangue che nei capillari dei polmoni circola. La classica
nuvoletta di fumo che emettiamo in inverno. Questo scambio di calore e
di umidità con l'esterno causa una perdita di calore.
Per
completezza diciamo che anche la minzione (fare la pipì) e defecare
causano una perdita di calore, ma qui si tratta proprio di fare i
pignoli! Quindi tralasciamo questi due fattori!!
Quindi come possiamo
evitare di perdere calore ?
Ok.
Capito come perdiamo calore, capiti cioè i 5 meccanismi che
contribuiscono ad abbassare la nostra temperatura corporea, vediamo come
evitare che ciò avvenga. Lo facciamo esaminando uno per uno i 5 fattori
sopra descritti. Adesso che li conosciamo, possiamo pensare a come
sconfiggerli. Per questo la conoscenza è un'arma di sopravvivenza
fondamentale: conosci il tuo nemico se vuoi sconfiggerlo!!!
Conduzione.
Per evitare la conduzione di calore dal nostro corpo ad un corpo più
freddo occorre evitare il contatto diretto con altri corpi più freddi.
Sedersi sulla neve, toccare la neve o l'acqua, bere acqua gelata o
mangiare la neve, sdraiarsi sulla roccia nuda... sono comportamenti da
non tenere assolutamente. Occorre invece usare vestiti, guanti,
scaldare l'acqua, dormire creando un isolamento di foglie, aghi di pino,
stracci o carta... Bisogna cioè o evitare di toccare corpi freddi o fare
in modo che fra il nostro corpo e i corpi freddi ci sia sempre un
isolante. Ottimi isolanti sono gli aghi di pino e le foglie. Un letto di
aghi di pino ti riempie i vestiti di resina, ma impedisce di perdere
calore per conduzione, e inoltre profuma. Manciate di foglie sotto la
giacca, o fogli di giornale, impediscono al calore di andarsene, e
quindi tengono caldo. Non perché siano essi stessi calde, ma proprio
perché bloccano la conduzione (e anche la convezione, in quanto
proteggono dal vento).
Convezione.
Evitare di esporsi al vento o di bagnarsi prevengono dalla perdita di
calore per convezione. Un rifugio di emergenza deve sempre proteggere
dal freddo e dalla pioggia. E deve essere areato, perchè bagnarsi per
l'umidità è altrettanto micidiale che prendere un temporale. Avvolgersi
in un nylon può sembrare un'idea geniale: mi faccio un bel bozzolo, mi
ci arrotolo dentro lasciando fuori solo la punta del naso, e passo una
notte al calduccio !!! Ma la traspirazione del corpo, l'umidità
dell'aria, la condensa della respirazione ci faranno svegliare
inzuppati, anche a temperature estremamente fredde. E questo significa
gravissimo pericolo di vita!!! Occorre, in questo caso, asciugarsi,
velocemente. Spogliarsi, fregandosene del freddo, e cambiarsi, o
accendere un fuoco e asciugare gli abiti. Stare sempre sottovento,
mettere fra noi e la corrente d'aria prevalente una barriera, come
roccia, sterpaglia, arbusti, è molto importante nella lotta contro il
freddo. Foglie sotto gli abiti li renderanno resistenti al vento, anche
se ridurranno la traspirabilità quindi attenzione a muoversi meno
possibile e non sudare.
Irraggiamento.
Questa radiazione che si allontana da noi va sfruttata, visto che
evitarla è impossibile. Una coperta alluminata, la classica coperta di
emergenza, ci aiuterà a ricevere indietro parte di questo calore.
Attenzione che non sono traspiranti, quindi c'è il rischio di bagnarsi
per traspirazione e sudorazione e di peggiorare la nostra situazione,
invece di migliorarla. Nel costruire un rifugio di emergenza dobbiamo
fare in modo che sia più piccolo possibile, per tenere il calore perso
in questo modo il più possibile concentrato vicino a noi. E attenzione a
mettersi troppo vicini a corpi freddi, come la carcassa gelata di un
veicolo: l'irraggiamento sarà maggiore.
Sudorazione.
Si può sudare abbondantemente anche a temperature molto inferiori allo
zero!! Anni fa abbiamo costruito un rifugio di neve detto Quinzee, una
specie di trullo fatto di neve che si autocompatta e che poi viene
scavato all'interno. La temperatura era molto fredda, parecchi gradi
sotto zero, tanto che la neve andava spaccata per poterla ammucchiare.
Ingenuamente e stupidamente non ho tolto la giacca a vento, e mi sono
trovato inzuppato di sudore. Quando abbiamo finito di spalare ci siamo
fermati, per aspettare un paio d'ore in modo da dar tempo alla neve di
compattarsi. Dopo pochi attimi ho iniziato a tremare violentemente e ad
avere moltissimo freddo. I miei amici non riuscivano a capire cosa
succedesse, hanno detto poi di essersi spaventati per i miei sussulti.
Per fortuna eravamo in un boschetto dietro casa, altrimenti sarebbe
stata una situazione estremamente pericolosa. Evitare di sudare è
fondamentale. Vestirsi "a cipolla", a strati, è in questo caso la
soluzione migliore. Aumentando lo sforzo fisico si devono togliere
strati di vestiti, in modo da mantenere sempre il corpo asciutto. Finito
lo sforzo ci si rivestirà senza essere bagnati. Ricordiamoci sempre che
la costruzione di qualsiasi rifugio, anche il più semplice, comporta
sudorazione. Il lavoro fisico fa aumentare la temperatura interna, e il
corpo reagirà sudando.
Respirazione.
Visto che smettere di respirare non è consigliato da nessun manuale di
sopravvivenza, occorre fare in modo di ridurre al massimo la perdita di
calore e di liquidi che la respirazione provoca. Inspirare con il naso
permette all'aria di riscaldarsi leggermente prima di arrivare ai
polmoni. Respirare con una sciarpa o un fazzoletto su naso e bocca
aumenta l'umidità dell'aria in ingresso, ridandoci indietro almeno una
piccola parte di liquidi persi. E poi respirare con calma, lentamente:
il corpo stesso reagisce al freddo riducendo la respirazione.
Ci sono
altri modi di difendersi dal freddo, naturalmente: il fuoco, per
esempio. Questi elencati possono però servire come preziosa guida nella
costruzione di un rifugio di fortuna, o per darci qualche regola di
comportamento saggia in climi estremamente caldi.
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