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L'Ipotermia, o
assideramento.
Si è
portati a credere che l'ipotermia sia un problema legato a temperature
molto basse, parecchio sotto lo 0. In realtà di ipotermia si può morire
anche a temperature ambientali attorno ai 10° C (fonte United States
Marine Corps - Winter survival course handbook).
L'ipotermia è il fenomeno dell'abbassamento della temperatura interna
sotto i 35° C. Sotto questa temperatura l’organismo comincia a vedere
compromesse le sue attività.
Il corpo reagisce al freddo attraverso i meccanismi visti nell'articolo
sulla
termoregolazione. Si hanno cioè la riduzione dell’afflusso di sangue
alla periferia del corpo, la vasodilatazione delle masse muscolari
interne, l'aumento della frequenza cardiaca, i brividi, l'aumento del
metabolismo, che aumenta la quantità di zuccheri "bruciata" per produrre
calore. Non sempre questo è sufficiente. O magari lo è solo a breve
termine. Sotto i 35° si smette di tremare e tra 35 e 32° il battito
cardiaco accelera, spesso accompagnato da tremori. Sparisce il riflesso
delle pupille, che se illuminate non si contraggono più. Si hanno anche
letargia e allucinazioni. Il colore della pelle può anche diventare
rossastro.Se la temperatura scende ancora, si va incontro a
fibrillazione (il cuore batte "in controtempo", inutilmente) e a un
rallentamento delle pulsazioni. Poi aumenta la viscosità del sangue che
diventa più denso: a 25° la viscosità è 1,8 volte superiore a quella
normale. Venendo compromessa la circolazione
gli organi ne risentono, sopratutto per la scarsa ossigenazione. Sotto i
27° l'ipotermia è quasi sempre mortale.
La prima causa dell'ipotermia è l’esposizione a temperature molto basse,
se non si è adeguatamente protetti dall’abbigliamento. Ricordiamo che la
testa è un formidabile radiatore, cede il 40% del totale del calore
perso all’ambiente e, quindi, coprirla è fondamentale. Anche bere
alcolici è un comportamento a rischio, in quanto i vasi sanguigni
vengono dilatati dall'alcool e facilitano l'ulteriore dispersione di
calore, e inoltre l'alcool provoca ipoglicemia, e quindi sottrae
combustibile che il corpo userebbe per produrre calore. Per contrastare
il freddo, invece, si deve alzare il metabolismo e, quindi, consumare di
più cibi. Nel personale delle stazioni polari il fabbisogno calorico
sale anche a 7-8.000 calorie al giorno.
E’
importante riconoscere i primi segni dell’ipotermia. Inizia con brividi
molto violenti, incontrollabili e inconvulsi, crampi, senso di
affaticamento e intorpidimento degli arti. Sotto i 35° non ci sono più
brividi, e la persona colpita, che comunque rimane cosciente, presenta
segni di confusione mentale. La pelle è pallida ma può presentare anche
eritemi se sottoposta a pressione.
La
regola è che quando cominciano i brividi si deve correre ai ripari. Si
deve portare la temperatura a livelli accettabili, ma lentamente, senza
rischiare di sottrarre sangue agli organi interni. La persona va
riscaldata per esempio tenendola a contatto con il nostro corpo. Se
bagnata, va spogliata e rivestita con vestiti asciutti. Vanno date
bevande calde con alto contenuto di zuccheri. La vittima non va
massaggiata, non va messa vicino a un fuoco, e le parti congelate (quasi
sempre le dita) non vanno riscaldate, ma lasciate così fino
all'intervento del medico (e in genere all'amputazione). Non vanno
somministrati alcolici, l'abbiamo già detto. Tutte queste azioni infatti
non fanno altro che richiamare il sangue dall'interno all'esterno.
In casi
di ipotermia avanzata, quando i brividi sono ormai spariti, è necessario
invece ricorrere al pronto soccorso. Non si deve ricorrere al
riscaldamento periferico, perchè il primo effetto del calore applicato
dall’esterno è il riversarsi di sangue freddo verso il cuore. Questo, a
sua volta, può provocare fibrillazione.
Va
anche detto però che se l’ipotermia ha effetti devastanti, il recupero è
possibile anche in condizioni disperate. Basti pensare che ci sono
stati casi documentati in cui il paziente si è ripreso completamente
dopo aver raggiunto una temperatura interna di 16° C.
Questo
spero vi abbia spaventati abbastanza!!! Le regole che si traggono sono
poche e semplici: stare il più possibile asciutti, al riparo dal vento,
avere sempre con se una coperta alluminata, un sistema sicuro per
accendere il fuoco, un telo per ripararsi dalla pioggia e costruirsi un
bivacco, un poncho, un berretto di lana, un pile, un coltello molto
robusto o un segaccio per fare legna. Preferire abiti sintetici, che
asciugano velocemente. Portarsi dietro anche un gavettino e the,
zucchero, dadi per preparare una bevanda calda. E osservare i compagni,
cercare di vedere i segni dell'ipotermia nel loro comportamento,
chiedendo che loro facciano lo stesso con noi. E appena iniziano i
brividi, fermarsi e agire, coprirsi, accendere il fuoco, mangiare,
aumentare gli strati di abiti. ANCHE A FERRAGOSTO !!! Sulle
Prealpi anche a ferragosto può venire molto freddo!!
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