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Alcune riflessioni ed
esperienze sul trekking invernale.

Una
premessa dovuta: ma perchè si dovrebbe andare per monti in inverno? Beh,
perchè in inverno la natura ci offre momenti di bellezza, di pace, di
maestosità incredibili, inimmaginabili nelle altre stagioni. Il silenzio
totale di una radura durante una fitta nevicata, quando si sentono i
fiocchi di neve toccare il suolo, un tramonto rosso fuoco che si
riflette sul bianco delle vette creando un'esplosione di tonalità
abbagliante, l'aria così pulita e inebriante, sono tutte sensazioni
indescrivibili, che valgono secondo me i sacrifici e i rischi.
Per
chi come me svolge la maggior parte delle attività outdoor durante i
mesi freddi, si pongono una serie di problematiche non indifferenti.
Innanzitutto il freddo, che sulle Prealpi spazia da -10° a -30° anche a
bassa quota (ad esempio nella Piana del Cansiglio, a 1.000 metri di
altezza, nell'inverno 1984/85 si sono registrati, in febbraio, ben 34.5°
sotto zero, e l'anno scorso il termometro è sceso più volte sotto i -20°
anche nel Vicentino e nel Veronese). Poi ci sono le giornate molto
corte, e le notti lunghissime. La neve profonda non facilita certo
l'orientamento e il camminare (oltre 3 metri di neve, qui in Lessinia, lo scorso anno,
e in alcune zone ce ne sono ancora più di due metri adesso, alla fine
dell'estate). Le valanghe sono un pericolo da non sottovalutare. L'acqua
c'è in abbondanza, ma è sotto forma di neve o di ghiaccio. Il peso delle
attrezzature aggiuntive da portarsi dietro è la ciliegina sulla torta.
Si pongono quindi tutta una serie di fattori critici, che vanno
affrontati con cura affinché la nostra passione non si trasformi in
tragedia.
Vedrò,
nelle sezioni che seguono, di affrontare uno per uno tutti gli argomenti
relativi all'estremo freddo, cercando di portare le mie esperienze dirette
arricchite da estratti di pubblicazioni scientifiche. Naturalmente si tratta di
nozioni teoriche, che vanno sperimentate ed adattate alle proprie
specifiche esigenze, al proprio fisico, alla capacità di adattamento di
ciascuno di noi, alle diverse risposte dell'organismo al freddo e alla
fatica, alla propria esperienza diretta dell'argomento. L'ideale è di
prevedere un adeguato periodo di ambientamento e adattamento,
affrontando le basse temperature per gradi, in modo da evidenziare i
limiti nostri e del nostro equipaggiamento.
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Freddo, neve,
ghiaccio, valanghe, ipotermia, congelamento, disidratazione,
cadute, in inverno sono pericoli reali. Ogni anno muoiono
escursionisti anche esperti, per i rischi legati al freddo.
Questa sezione non è una "istigazione a delinquere", non è un
invito ad affrontare i pericoli dell'estremo freddo. Sono una
serie di indicazioni che derivano dalla mia diretta esperienza e
da pubblicazioni scientifiche, che spiegano come affrontare
l'inverno in sicurezza. Ma la sicurezza totale in inverno non
esiste, i pericoli sono sempre presenti, e a volte non
prevedibili e non evitabili. Ciascuno deve fare le sue opportune
valutazioni in base alla sua forma fisica, alla preparazione
psicologica, all'adattabilità. Non affrontate rischi inutili,
non ne vale la pena: l'inverno non perdona neanche il minimo
errore!!! |
Ogni
sezione tratterà un argomento specifico, che sarà discusso e
approfondito in una sezione apposita, per cercare di dare una maggiore
chiarezza espositiva ed organizzativa. Le sezioni tratteranno il
vestirsi, il dormire, l'orientamento, il mangiare e il bere, la salute,
l'igiene.
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