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Woodvival, la vita nella
natura.

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Woodvival è una parola nata
storpiando "Survival", sopravvivere, e significa "vivere nei boschi". Non
è uno sport, ma più una filosofia. E' quello che io intendo per vita
all'aria aperta.
La parola è nata nel 2007,
mentre scrivevo un post sul forum di
Avventurosamente.
Lo riporto qui sotto: credo sia la migliore spiegazione del termine e
della filosofia che esso sottende.
Ecco, io sono un woodvivor.
Amo le foreste, e mi piace vivere dentro le foreste. Mi piace camminare,
ma non fino a svenire, solo quel tanto che basta per infilarmi in un vajo
dove nessuno passa, e dove gli alberi sono antichi, il sottobosco pulito,
le grosse rocce affiorano e mi danno riparo dal vento, tavolo e sedie,
camino. Due, tre ore, anche quattro se proprio ho voglia di vedere quella
radura particolare, qual muricciolo costruito secoli fa chissà da chi,
chissà perché, quella pozza dove prendevamo i girini, quel prato da dove
polla l'acqua, quell'abete rosso con inciso Stefano e Monica - 1982
(chissà adesso dov'è, magari è grassa, con 5 marmocchi, acida... ma allora
era bellissima).
E poi mi fermo. Attacco lo zaino a un
tronco, lontano dalle formichine dispettose, tiro il telo, l'amaca, faccio
un bel focolare cercandomi i sassi migliori, quelli piatti che riflettono
bene il calore, raccolgo la legna, che poi con calma farò a listarelle
sottili, perché il fuoco lo voglio piccolo e allegro, senza fumo, tiro
fuori le mie cose, mi tolgo gli scarponi e infilo le scarpette leggere
(ahhhhhhh, che libidine !!!!!!), maglietta asciutta, pile. Rituali che
ripeto sempre, da anni, inconsciamente. Ho i miei tempi, i miei gesti:
sempre prima di tutto legare lo zaino. Chissà perché. Solo dopo averlo
legato, mi sento pronto. Poi, secondo gesto abituale, il telo. Sempre. La
scelta degli alberi giusti, guardando i dislivelli da cui salgono le
correnti d'aria, il nord per il vento, il sottobosco pulito. Poi tutto il
resto, fino al momento di "mettermi in abiti da casa", perché alla fine
del rituale mi guardo intorno e penso "Caxxo guarda, sono arrivato a casa
senza accorgermene".
Poi arriva la parte moderna: l'MP3,
perché Hendrix sparato nelle orecchie mentre faccio legna, o Satriani che
mi accompagna nella cottura del pasto, beh, quelli proprio ci vogliono. E
poi un paio di Urania: perchè anche in mezzo ai boschi, ecchediamine, un
po' di spazio alla cultura, no ? E comunque possono servire anche, una
volta letti, per accendere il fuoco, o per... dare una passata di cultura
al popò dopo cena, giusto ? Poi, sistemata la logistica, inizio a vivere
il bosco. Rendo più accogliente l'area, magari mi faccio una seggiola con
braccioli, o una panca, preparo un letto di sassi grossi, su cui impilerò
la legna già tagliata a listarelle, perchè se piove non si bagni. Mi
faccio un treppiede sul focolare, che la cucina sul fuoco è sicuramente
più yeti di quella su Trangia, o no ? E poi leggo, ascolto musica, faccio
giri nei dintorni, o perchè no, me ne sto senza fare un benemerito caxxo,
sdraiato sul muschio, ad annusare i profumi e a guardare le nuvole (alla
fine ci vedo sempre cose legate al sesso, che sia il caso che mi faccia
fare un neurotagliando ?)
Ecco, questo è il mio "Avventurosamente". Certo non una cosa
chissàcchefigata, però vi giuro che tre giorni nelle foreste, con Hendrix,
Satriani e Asimov che vi fanno compagnia, beh, per me valgono più di un
mese ai Caraibi.
Quindi oggi ho scoperto finalmente quello che è il mio spirito
avventuroso: il woodvival, il vivere nei boschi e il vivere i boschi. Sono
un woodvivor !!!
Ma il Woodvival non è solo
il godere della natura in tutte le sue forme e manifestazioni, vivere i
suoi suoni, i suoi profumi, la sua immensità, non è solo la gioia di
trovarsi in simbiosi con la nostra Madre Terra. Woodvival è anche
conoscenza di tecniche fondamentali, che ci permettono di evitare
situazioni anche tragiche: pensiamo alla starvazione, all'assideramento,
alla disidratazione, alla perdita dell'orientamento, ai fulmini, al
pericolo di rettili, ragni, scorpioni, cani selvatici, cinghiali, al
rischio di riportare ferite o fratture, di contrarre forme di
intossicazione alimentare. La Natura è una grande amica, ma può anche
trasformarsi in un grande pericolo. Il motto degli Scout, "Estote parati",
siate preparati, ci deve sempre guidare. Per affrontare in sicurezza la
vita all'aperto, l'outdoor, è importante essere preparati, il che implica
la conoscenza di queste tecniche, e l'utilizzo di materiali ed
attrezzature specifiche. Nei contenuti di questa sezione vorrei descrivere
quello che per me è importante, e quello che mi accompagna nei boschi, per
essere d'aiuto e di consiglio a chi desidera approfondire questo
meraviglioso modo di vivere tramite la mia diretta esperienza.
Importante !!!
In questa sezione non detto regole generali e valide per tutti, non faccio
lezioni. Riporto l'outdoor, la sopravvivenza, il woodvival esclusivamente
come io lo vivo e lo intendo. Le mie sono esperienze personali,
comportamenti personali, tecniche personali. Potete prendere spunto da
tutto, ma fatelo a vostro rischio e pericolo. Tenete conto della
differenza di forma fisica, della diversità dei luoghi e dei climi, della
maggiore o minore esperienza.
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